I BENI COMUNI PER UNA NUOVA DIMENSIONE DELLA PARTECIPAZIONE
I beni comuni — acqua, coste, parchi, scuole, biblioteche, spazi culturali — non sono merci né patrimoni da privatizzare, ma infrastrutture di diritti. Vogliamo che la loro gestione torni a essere pubblica, trasparente e partecipata, con regole chiare di rendicontazione e coinvolgimento dei cittadini.
Per l’acqua proponiamo modelli di gestione pubblica che garantiscano investimenti, qualità, tariffe eque e strumenti di democrazia partecipativa (bilancio partecipato, consulte degli utenti, pubblicazione dei dati). Sulle spiagge cambiamo logica: si mettono a gara i servizi (pulizia, salvataggio, accessibilità, sport e cultura) e non i tratti di litorale; la spiaggia resta libera e di tutti.
La Regione deve sostenere i Comuni con linee guida sui patti di collaborazione, fondi per la rigenerazione degli spazi abbandonati e un monitoraggio pubblico dei risultati. Più cura condivisa, meno rendite: così i beni comuni tornano a produrre diritti, coesione e qualità della vita.

