Ho guardato e seguito sempre con grande attenzione le vicende dei disoccupati organizzati nella nostra città , sin dagli anni settanta. Conosco molto bene tutto ciò che si è mosso in quel mondo. Sono stato tra quelli che hanno privilegiato il confronto con le realtà organizzate, poiché ero convinto che ponessero il grande tema dell’accesso democratico al lavoro. Ci sono stati anni molto duri ed alcuni, io tra questi, hanno pagato pesantemente in termini di sicurezza e libertà . Ricordo i tentativi di aggressione a tanti compagni, alle ripetute occupazioni della federazione del PCI e del PDS . Ricordo il prezzo altissimo che Eugenio Donise ed Antonio Bassolino pagarono vivendo sotto scorta. Ricordo la grande diplomazia e capacità di confronto di Andrea Geremicca e di Salvatore Vozza. Sono stati i miei maestri . Il problema non sono le liste organizzate, ma il permanente tentativo di penetrare ed egemonizzare quel mondo da parte della camorra. Se mi giro indietro rivedo i camorristi a dettare regole ed un sistema politico, a noi avverso, pronto alle mediazioni ed alla subalternità in cambio di voti e potere . Ho la grande paura che la criminalità organizzata stia facendo lo stesso anche ora. Bisogna stare molto attenti, bisogna dare risposte chiare e trasparenti ai bisogni, bisogna evitare di pensare che il nemico siano i disoccupati. Il nemico è la camorra ed ogni forma di politica compiacente
Guglielmo Allodi
