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I BENI COMUNI PER UNA NUOVA DIMENSIONE DELLA PARTECIPAZIONE

I beni comuni — acqua, coste, parchi, scuole, biblioteche, spazi culturali — non sono merci né patrimoni da privatizzare, ma infrastrutture di diritti. Vogliamo che la loro gestione torni a essere pubblica, trasparente e partecipata, con regole chiare di rendicontazione e coinvolgimento dei cittadini.
Per l’acqua proponiamo modelli di gestione pubblica che garantiscano investimenti, qualità, tariffe eque e strumenti di democrazia partecipativa (bilancio partecipato, consulte degli utenti, pubblicazione dei dati). Sulle spiagge cambiamo logica: si mettono a gara i servizi (pulizia, salvataggio, accessibilità, sport e cultura) e non i tratti di litorale; la spiaggia resta libera e di tutti.
La Regione deve sostenere i Comuni con linee guida sui patti di collaborazione, fondi per la rigenerazione degli spazi abbandonati e un monitoraggio pubblico dei risultati. Più cura condivisa, meno rendite: così i beni comuni tornano a produrre diritti, coesione e qualità della vita.

PER UNA CAMPANIA A MISURA DI GIOVANI

Studiare, lavorare, restare: tre verbi che devono tornare possibili. Estendiamo l’abbonamento TPL gratuito fino a 30 anni e ai giovani lavoratori a basso reddito, per connettere studio, tirocinio e primo impiego. Riduciamo il costo dei libri con un credito d’imposta regionale e attiviamo un “bibliopass” digitale che apra banche dati ed e-book con licenze campus.
Sulle borse di studio fissiamo l’obiettivo “zero idonei non beneficiari”, con un fondo di salvaguardia che si attiva automaticamente quando i trasferimenti nazionali non bastano. Per gli alloggi contrastiamo gli affitti in nero con incentivi ai contratti registrati per studenti, sportelli di assistenza e una integrazione della borsa per chi regolarizza.
L’obiettivo è semplice: abbattere i costi che bloccano i percorsi, sostenere l’autonomia e rallentare l’emigrazione. I giovani non chiedono privilegi, ma condizioni giuste per costruire qui il proprio futuro.

LA CAMPANIA È UNA REGIONE FONDATA SUL LAVORO

Contro precarietà e salari bassi proponiamo un credito d’imposta regionale aggiuntivo per chi stabilizza under-35 a tempo indeterminato o in apprendistato qualificante, con clausole sociali nei bandi pubblici che premiano chi assume e forma.
Rafforziamo gli ITS e i partenariati tra università, centri di ricerca e imprese per trasformare tirocini e tesi in occasioni di lavoro vero. Per l’imprenditoria giovanile attiviamo un fondo rotativo di microcredito con tutoraggio legale/gestionale e trasformazione parziale in contributo se si raggiungono obiettivi occupazionali.
Accanto al contratto, un welfare dell’autonomia: voucher abitativi per giovani lavoratori fuori sede, supporto alla mobilità sostenibile, co-housing e misure per la genitorialità nei primi anni. Lavoro stabile, competenze spendibili e vita autonoma: è così che si trattengono talenti e si crea sviluppo.

IL TURISMO E LA CULTURA DEVONO CAMMINARE INSIEME

Troppi flussi nello stesso posto e nello stesso periodo consumano città e comunità. Destagionalizziamo con tariffe intelligenti, itinerari culturali alternativi collegati al TPL e campagne coordinate per valorizzare aree interne, musei diffusi e parchi.
Regoliamo gli affitti turistici brevi distinguendo tra uso occasionale e attività imprenditoriale, con registri pubblici e incentivi a chi affitta a canone concordato a studenti e giovani lavoratori. Introduciamo, per i siti più fragili, prenotazioni e tetti d’accesso quando serve.
Restituiamo ai giovani l’accesso alla cultura con la Card Cultura Giovani Campania (under-35 a basso reddito) gratuita in musei, siti archeologici, parchi e spettacoli convenzionati, finanziata anche da una quota del gettito turistico. Turismo sostenibile significa qualità dell’esperienza, tutela del territorio e fruizione sociale del patrimonio.

LA SALUTE MENTALE È UN DIRITTO FONDAMENTALE

Lo psicologo di base esiste: va reso vicino e accessibile. Prevediamo un numero minimo per distretto, tempi d’attesa brevi, quote gratuite per giovani con redditi bassi e un’integrazione stabile con medici di famiglia, scuole, università e servizi territoriali.
Attiviamo una piattaforma regionale per prenotazioni semplici (anche anonime quando possibile) e programmi di screening e prevenzione nelle scuole e nei campus, per intercettare prima ansia, depressione, isolamento e dipendenze digitali.
La salute mentale non è un lusso né un tabù: è un servizio essenziale di prossimità. Prevenzione, accesso, continuità di cura e lotta allo stigma sono la base per comunità più sane e inclusive.

IL CONGEDO MESTRUALE PER UN LAVORO PIÙ INCLUSIVO

In attesa di una legge nazionale, la Regione può aprire la strada. Adottiamo linee guida nelle strutture regionali e partecipate: orari flessibili, smart working mirato o permessi dedicati per dismenorrea invalidante, senza penalizzazioni in carriera.
Sottoscriviamo protocolli con imprese, sindacati e ordini professionali per diffondere buone pratiche e formiamo medici e HR per un approccio clinico e non discriminatorio. Istituiamo un Osservatorio regionale sulla salute mestruale per raccogliere dati, valutare impatti e migliorare le misure.
Non è un privilegio: è parità sostanziale e benessere sul lavoro. Un ambiente inclusivo aumenta produttività, riduce assenze e trattiene competenze.

LA RIEDUCAZIONE È UN DOVERE DELLO STATO

La pena ha senso se offre un’uscita. Rafforziamo in carcere formazioni qualificanti (digitale, artigianato di qualità, green, agrifood) in partenariato con università e ITS, e attiviamo incentivi alle imprese che assumono detenuti o ex detenuti, con tutoraggio e mediazione professionale nei primi mesi.
Garantiamo housing temporaneo e co-housing sociale all’uscita, con percorsi individualizzati e microcredito per piccole attività, legato a obiettivi di autonomia. Promuoviamo giustizia riparativa e mediazione, per ricucire il legame con comunità e, quando possibile, vittime.
Misuriamo i risultati con un cruscotto regionale (recidiva, occupazione a 6/12 mesi). È una politica che fa bene alla giustizia, alla sicurezza e alla coesione sociale.

LA SALUTE È UN DIRITTO UNIVERSALE!

Rafforziamo la sanità pubblica dove serve davvero. Aumentiamo prevenzione (almeno 7% del budget) e adesione agli screening oncologici; completiamo il PNRR su case/ospedali di comunità e riorganizziamo l’assistenza territoriale (DL 77/2022), con più salute mentale e dipendenze.
Riduciamo migrazione sanitaria e liste d’attesa (priorità oncologici e cronici) potenziando eccellenze e percorsi completi, applichiamo medicina di genere, attiviamo codici rosa ovunque e garantiamo la piena applicazione della L. 194/78.
Riformiamo il 118 con reti tempo-dipendenti ed elisuperfici nelle aree interne; trasformiamo il Santobono in hub pediatrico universitario del Mezzogiorno. Più prossimità, più equità, più risultati misurabili.

BAGNOLI QUALE PUNTO DI SVOLTA PER LA CAMPANIA DEL FUTURO

Bagnoli deve tornare ai cittadini: bonifiche reali, spiagge libere e balneabili, mare pulito, un grande polmone verdemediterraneo, una cittadella dello sport accessibile e tutela della memoria operaia (archeologia industriale, museo del lavoro, archivio, monumento alle vittime dell’amianto).
La mobilità interna va ripensata in chiave leggera (tram/people mover, interscambi con Linea 2 e deposito Linea 6), integrando la Cumana in un sistema tram-treno: ricucitura urbana, sicurezza, vie di fuga.
Il metodo conta quanto le opere: consultazioni pubbliche vere, preventive e trasparenti, baricentro nelle assemblee elettive, atti e cronoprogrammi chiari per evitare speculazioni e ritardi. Bagnoli può diventare il simbolo di una rigenerazione che unisce ambiente, lavoro qualificato e giustizia territoriale.